Il Programma

ALBANO LAZIALE

"CITTÀ DIFFUSA

CITTÀ MIGLIORE”

MANIFESTO PROGRAMMATICO
Elezioni Amministrative 20-21 settembre 2020
Albano Laziale

“ALBANO MIGLIORE” per

Massimiliano BORELLI

SINDACO

  1. Introduzione

Anno 2020. Il mondo intero è stato stravolto da un’epidemia impossibile da immaginare soltanto qualche mese prima.

L’Italia sta pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane e di una drammatica crisi sociale ed economica, della quale non sono ancora chiari i contorni. Le elezioni, rinviate di alcuni mesi, non possono non tener conto di questo nuovo quadro. Per Albano si tratterà di un vero e proprio “passaggio strategico” nella storia di questa città, che non può, e non deve, passare in sordina. Al contrario dovrà rappresentare l’occasione per rinsaldare un sano rapporto tra i cittadini elettori e la classe dirigente che sarà chiamata non solo a garantire un governo stabile e duraturo ma anche rafforzare le basi per un futuro innovativo della città.

Albano Laziale ha vissuto 10 anni di stabilità politica ed amministrativa, una rarità nel quadro territoriale. Questo ci ha permesso di raggiungere alcuni grandi risultati. Solo per citare quelli più evidenti: siamo ai vertici delle classifiche regionali e nazionali per la differenziazione dei rifiuti; a Cecchina, grazie a finanziamenti europei, del Ministero delle Infrastrutture e a fondi regionali, si stanno realizzando opere e servizi per l’intera città (progetto PLUS: asilo nido e scuola dell’infanzia, scuola primaria con locali mensa, palestra polifunzionale, auditorium, polo civico-amministrativo, centro di aggregazione-sperimentale, parco ed edilizia pubblica); a Pavona si sta finalmente realizzando il sottopasso ferroviario e a breve partiranno i lavori per il rinnovamento strutturale della scuola di via Torino; piazza Zampetti sarà interessata da un nuovo progetto di scuola innovativa, grazie a finanziamenti ministeriali già assegnati. Questo è potuto accadere grazie ad una gestione oculata delle risorse pubbliche e la capacità di intercettare circa 50 milioni di euro finalizzati a realizzare opere pubbliche per la collettività. I nostri Servizi Sociali sono un punto di riferimento anche per i Comuni limitrofi.

Poi vi sono risultati forse meno tangibili ma che si sono radicati nella nostra società e che vogliamo mantenere e rafforzare: il ruolo delle donne in tanti settori di Albano Laziale, la difesa dei valori fondanti della nostra Costituzione e il lavoro svolto sui progetti della Memoria, in una Città premiata con la medaglia d’argento al merito civile. Adesso occorre scrivere altri capitoli di questa storia, che si deve arricchire di nuovi personaggi dentro una trama che non può dimenticare le ultime ferite inferte dall’epidemia.

La prossima amministrazione comunale dovrà ridare alla città, dopo questi difficili mesi, certezze, stabilità, dignità e vigore; creare le condizioni per offrire ai cittadini alti livelli di servizi e condizioni più confortevoli rispetto alla quotidianità, condividere ed attuare una strategia di sviluppo di medio-lungo respiro, all’altezza del ruolo e delle sue potenzialità rispetto al più ampio contesto territoriale in cui si colloca.

In questo modo, Albano Laziale potrà continuare a essere punto di riferimento nel panorama dei Castelli Romani, frutto della sua storia, del lavoro degli ultimi anni e della sua peculiarità geografica e culturale: fattori che la rendono un vero e proprio “snodo” fra l’area castellana, il litorale e l’area romana.

Il passaggio elettorale, dunque, si presenta come l’occasione per rilanciare le nostre idee nella gestione dell’azione amministrativa. Le importanti risorse umane, intellettuali, politiche presenti nel territorio del Comune vanno infatti convogliate verso un progetto concreto, innovativo, realistico, trovando nuova energia e rinnovate motivazioni intorno all’idea forte di “Città Diffusa”.

Pensiamo infatti ad un futuro che passi attraverso l’identificazione di un modello di società inclusivo di tutte le realtà e tutte le specificità presenti nel territorio, che veda il riconoscimento delle peculiarità e delle differenze. Albano Laziale è una città policentrica, caratterizzata da tre “piazze” con pari dignità.

La spinta abitativa, tra il 2000 e il 2010, ha visto un incremento della popolazione pari a circa 9000 abitanti (+18,3%), soprattutto giovani coppie che da Roma si sono stabilite in nuovi quartieri, in particolare a Pavona e Cecchina. I territori hanno assorbito, in maniera disorganica, questo flusso. Oggi abbiamo quindi una città diffusa, con tre centri abitati (Albano centro, Cecchina e Pavona ) e due borghi (Cancelliera e Le Mole), ognuno con le sue caratteristiche, i suoi bisogni, le sue aspettative di sviluppo. E se negli ultimi 10 anni abbiamo avuto una crescita della popolazione minima nei numeri (+1,8%), grazie alla scelta di bloccare l’edificazione non regolamentata, l’impegno è quello di mantenere questo trend.

Gran parte della nostra visione della nuova Albano Laziale deve essere quella di partire da questa realtà, riconoscerla e governarne l’evoluzione. E governare significa, per noi, correggere i difetti e assecondarne le naturali inclinazioni, rendendola migliore.

Quindi il progetto che proponiamo ai cittadini andrà cucito, come un vestito, a ogni porzione di territorio del nostro Comune.

Maggiore attenzione sarà posta al territorio di Pavona, che con l’apertura del nuovo sotto passo ferroviario subirà un profondo cambiamento.

Ma i cambiamenti non ci devono e non ci possono spaventare, anzi, vanno accompagnati coinvolgendo le realtà del territorio, con un attento e puntuale ascolto, anche per trovare soluzione ai piccoli problemi.

L’amministrazione comunale dovrà caratterizzarsi per una più forte iniziativa in termini di dialogo e attivazione di strumenti di partecipazione; si vogliono intraprendere azioni che stimolino la “riscoperta” del senso civico quale motore per un governo della città moderno, trasparente e condiviso.

  1. Le sfide

Albano Laziale “Città migliore”, dunque. Una città dove voler vivere, che sappia valorizzare al meglio le potenzialità del suo territorio, trasformandole in opportunità per i suoi cittadini. Le “sfide” da affrontare nel prossimo futuro sono riconducibili ad alcuni punti programmatici essenziali e non negoziabili:

  • il potenziamento delle funzioni tipiche dei centri urbani, attraverso interventi a forte impronta green, così da renderli il luogo elettivo per gli scambi sociali, culturali e commerciali della comunità di Albano Laziale;

  • l’attuazione dell’art. 3 della Costituzione, soprattutto del secondo comma, tramite la rimozione delle disuguaglianze, dando pari opportunità a tutti i cittadini attraverso la possibilità di maggiore mobilità e la digitalizzazione della pubblica amministrazione;

  • la promozione e la trasformazione del sistema economico, nel quadro di un distretto produttivo finalmente smart, che qualifichi le attività commerciali, artigianali, industriali e agricole attraverso misure di sviluppo sostenibile;

  • la riqualificazione e il ripopolamento dell’area post-industriale rendendola ricettiva per insediamenti ad alto contenuto occupazionale stabile;

  • una rinnovata attenzione alle fragilità di ogni età, a quelle fasce sociali oggi purtroppo popolate da nuovi cittadini, colpiti dalla tempesta economica dell’epidemia. Occorre una nuova mappatura delle necessità e strumenti eccezionali per poter intervenire;

  • il potenziamento e la razionalizzazione dei servizi essenziali, a iniziare da quelli alla persona e dalle strutture scolastiche per l’infanzia e la prima età: si tratta, in questo caso, di un fattore determinante perché buone scuole significano buoni futuri cittadini;

  • una visione oculata della gestione urbanistica, così da garantire qualità e funzionalità alle nuove realizzazioni, sapendo che le caratteristiche stesse del territorio ormai impongono una visione di sviluppo “sostenibile” che si declini, da un lato nel recupero, nella rigenerazione e nella riqualificazione dell’esistente, dall’altro nella salvaguardia delle porzioni di territorio a maggior valore agricolo e ambientale, garantendo discontinuità con l’edificato caotico della confinante area romana;

Anche la scelta di spazi comunali destinati alla coltivazione individuale, va in questo senso. Tutto ciò può essere tradotto con la scelta di elaborare prima una Variante Speciale, poi un nuovo PRG che tenga conto delle nuove dinamiche demografiche e della necessità di strutture pubbliche a servizio della comunità, applicando ai progetti i più elevati criteri di qualità ambientale e che tenga conto del rispetto degli standard urbanistici, soprattutto a tutela delle aree con destinazione verde;

  • una manutenzione puntuale del patrimonio pubblico. Una città pulita, ordinata è sempre lo specchio di una comunità. Sappiamo tutti quanto sia difficile reperire risorse, economiche e umane, per garantire standard ottimali, ma l’Ente deve ricercare costantemente le possibili soluzioni per la manutenzione dei giardini e delle strade, nonché la riqualificazione dei parchi di Villa Doria, Villa Ferrajoli, Villa Carliseppe (Villa Ada), Villa Contarini, Villa Del Vescovo, come ha già fatto, anche con l’aiuto di associazioni, per l’area del Bosco Comunale (zona Cappuccini);

  • il nostro territorio non è una favela. Chi lo dipinge così non aiuta ad attrarre investimenti e la ripresa economica. Occorre migliorare la percezione di sicurezza attraverso presidi di prossimità, collaborazione tra le varie forze dell’ordine, investimenti sull’educazione civica e sul valore dei beni comuni. Va pertanto promosso un Coordinamento della Sicurezza territoriale mettendo in rete la Polizia Locale e le Forze dell’ordine sulla scorta di protocolli già esistenti in altre città.

  1. Il Modello

Ne emerge, oggi, un disegno organico e sinergico della città, che raccoglie i punti programmatici su cui si basa lo sviluppo futuro di Albano Laziale.

I principi fondamentali sono quelli dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, finalizzato al benessere e alla salvaguardia dell’ambiente, attraverso misure a tutela del territorio.

L’attuazione dell’Agenda richiede un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese private al settore pubblico, dalle categorie sociali alla società civile e alle istituzioni di solidarietà, dalle università e centri di ricerca, agli operatori dell’informazione e della cultura.

Un disegno che tenga conto di un’emergenza ancora in corso e che le azioni da realizzare avranno bisogno di coperture economiche, da ricercare e ottimizzare. Non è tempo di facili promesse, e chi si candida ad amministrare una città oltre al cuore deve avere la saggezza dei piccoli passi.

 

  1. La democrazia partecipata

Intendiamo avviare un processo di partecipazione che investa tutta la società civile, coinvolgendo nell’azione amministrativa le idee e le esperienze del sistema sociale e produttivo. Gli strumenti amministrativi già sono presenti, come il “Regolamento attuativo degli strumenti di partecipazione popolare” che va aggiornato e attuato.

Daremo maggiore slancio all’attività del “Consiglio dei Giovani”, e una buona prassi saranno le riunioni di ascolto della “Giunta comunale itinerante”, in particolare in occasione della discussione sul bilancio di previsione e comunque ogni qual volta si debbano prendere decisioni importanti per la città.

La partecipazione popolare, nelle sue varie forme, inclusi i Comitati di Quartiere, ha bisogno per concretizzarsi di luoghi per riunirsi, come possono esserlo i centri di aggregazione giovanile, i centri anziani e una “Casa delle Associazioni”.

 

  1. La gestione efficiente

L’obiettivo di un’efficiente gestione della “macchina comunale” è condizione imprescindibile per l’effettiva realizzazione del programma politico e amministrativo. Abbiamo provato con mano cosa possa significare, soprattutto per le fasce sociali più deboli, in questi difficili mesi, avere servizi pubblici presenti e pronti a rispondere alle emergenze.

La “gestione efficiente” deve ispirare l’azione di ogni pubblica amministrazione, in modo che la struttura burocratica comunale possa ascoltare e, nel rispetto della norma, assecondare le richieste dell’utenza.

Gestione efficiente significa, quindi, riconoscere e tutelare i diritti dei cittadini, per cui ciò che è un diritto non divenga un favore.

Abbiamo ottenuto, con orgoglio, la Certificazione ISO 37001 per il sistema di gestione della trasparenza e della prevenzione contro la corruzione. Questo ha permesso la revisione e il rafforzamento dei controlli interni. Un risultato raggiunto grazie al coinvolgimento di tutto il personale comunale.

La “macchina comunale” oggi è composta da varie professionalità, che sono prima di tutto persone. E se i dipendenti comunali sono ancora il motore centrale, tutto funziona grazie anche ai tanti operatori dell’Azienda Speciale e delle società partecipate. Vanno visti quindi in un insieme unico, seppur ognuno con le sue specificità. Solo insieme possono e devono diventare più efficienti, attraverso una grande opera di potenziamento degli strumenti tecnico-informatici e telematici e attraverso la valorizzazione delle risorse umane disponibili in organico. Per essere concreti, pensiamo ai seguenti interventi:

  • utilizzo delle nuove tecnologie per aumentare e migliorare la qualità dei servizi e dell’informazione ai cittadini sulle attività amministrative dell’Ente, stimolando la partecipazione alle principali scelte di governo della città;

  • attraverso il potenziamento degli sportelli comunali (già peraltro presenti), semplificare la vita di chi vuole investire, rigenerare, migliorare, ossia accompagnare e guidino il cittadino nei complessi iter amministrativi, nell’edilizia come nelle attività produttive;

  • verifica costante dell’efficacia dei servizi e dei rapporti tra pubblica amministrazione e cittadino;

  • attribuzione di responsabilità al personale, una formazione continua e verifica della rispondenza tra gli obiettivi di indirizzo e i risultati;

  • studiare nuove sinergie per la gestione sovracomunale di alcuni servizi, per valorizzare le nostre buone prassi e ottimizzare i costi migliorandone l’efficacia.

 

  1. L’Ottimizzazione fiscale

Il Bilancio di un Comune è lo specchio di una gestione. Oggi abbiamo un Bilancio risanato, dopo anni di sacrifici, e il nostro Ente è considerato un buon pagatore, credibile e possibile attrattore di investimenti. Adesso sappiamo che ridurre il prelievo fiscale ad Albano Laziale è possibile. Lo possiamo fare in un quadro di collaborazione con gli altri Comuni dei Castelli Romani puntando alla razionalizzazione dei servizi, recuperando efficienza e riducendo concretamente i costi e, quindi, il carico impositivo per i cittadini. Lo sforzo di recuperare porzioni di area industriale, oltre a una nuova e buona occupazione, significa poter contare su di un ulteriore gettito fiscale.

 

  1. Più sviluppo per la città

Sviluppo significa, in primo luogo, qualità della vita, non solo per i residenti attuali, ma anche e soprattutto per le generazioni future. Questo è lo sviluppo sostenibile: la ripresa economica e civile di Albano Laziale, attraverso la creazione di buona occupazione, la valorizzazione delle condizioni ambientali, il miglioramento della qualità delle relazioni urbane, la costruzione di una città “a misura d’uomo” che passi attraverso il concetto di smart city. In concreto:

  • avere occasioni di buona occupazione significa migliorare la qualità della vita delle persone, meno spostamenti e più certezze per il futuro. Compito dell’Amministrazione è attrarre aziende sane che vogliano investire sul territorio comunale, in particolar modo nelle aree produttive e artigianali;

  • per quanto riguarda la residenzialità, la realizzazione delle residue potenzialità – anche in una prospettiva di attenta ricucitura – dovrà avvenire in un quadro di edilizia contrattata, secondo criteri di alta qualità e funzionalità pubblica;

  • il Comune dovrà adottare un nuovo PRG in linea con il Piano di Sviluppo Strategico comunale;

  • la città dovrà poi guardare a un più generale programma di riqualificazione, trasformazione e recupero del patrimonio edilizio, pubblico e privato, con particolare attenzione al centro storico con l’obiettivo di attivare strumenti innovativi e porsi all’avanguardia delle più avanzate politiche di governo del territorio (Bioedilizia). Bisognerà ottimizzare i flussi del traffico e realizzare nuovi itinerari nel rispetto urbanistico e ambientale. In questo il Comune dovrà attuare il piano particolareggiato del centro storico;

  • risanamento e rilancio del centro storico anche come “centro commerciale naturale 2.0”, attraverso la valorizzazione delle attività esistenti, il sostegno agli imprenditori per reperire gli investimenti volti alla qualificazione del punto vendita e delle produzioni; il recupero di un artigianato funzionale ai bisogni locali; attenzione particolare sarà rivolta alle start up giovanili;

  • intercettare investimenti pubblici e privati per continuare a cablare la città. L’innovazione tecnologica e lo sviluppo digitale hanno bisogno di infrastrutture, di fibra ottica di prossimità;

  • migliorare per quanto di competenza, la competitività delle attività artigianali e commerciali, della ristorazione di qualità e delle attività produttive in genere. Stimolare la nascita di iniziative imprenditoriali finalizzate allo sviluppo del territorio che rilancino l’area del mercato ortofrutticolo (MOAL) creando un Distretto Agro-Alimentare di eccellenza, attraverso la valorizzazione dei prodotti agricoli locali anche con vendita al dettaglio e attività ristorative diurne. Promuovere il marchio De.Co.(denominazione comunale di origine), certificazione del settore agroalimentare che ha la funzione di legare un prodotto o le sue fasi realizzative al territorio comunale;

  • incremento della raccolta differenziata anche attraverso l’incentivazione della tariffazione puntuale, chi meno differenziata conferisce meno paga, completando l’iter con l’istallazione, vicino all’isola ecologica di Cancelliera, di un digestore aerobico che permetterà di trattare tre tonnellate al giorno di frazione organica consentendo un forte risparmio economico. Non solo raccolta differenziata, quindi, ma anche valorizzazione dei prodotti derivati. La valorizzazione è importante sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista economico;

  • turismo: affermazione di un marketing territoriale integrato, che favorisca un turismo di prossimità, che ci dovrà vedere attori protagonisti all’interno del nuovo “Sistema Castelli Romani”, dove un ruolo principale lo hanno le amministrazioni comunali, il Sistema Bibliotecario (SBCR), il Parco Regionale e altre realtà del territorio dei Castelli. Inoltre sarà importante sostenere il modello di accoglienza “Albergo diffuso” (case vacanze, ostelli e aree sosta per i camper);

Albano Laziale storicamente è stata crocevia di turisti e pellegrini e la promozione della via Francigena del Sud ci porta a pensare ad una ‘Ospitalità Lenta’ all’interno della quale inserire uno spazio dedicato a un Ostello;

  • cultura: promuovere un progetto culturale che tenga conto delle importanti iniziative che, nel corso degli anni, hanno acquisito notorietà anche al di fuori del territorio comunale (Stagione Teatrale, Anfiteatro Festival, il Bajocco–Festival Artisti di strada, Franz Liszt Festival, il Festival del Jazz, Albano Insieme, Festa della Musica, Festival Fiati, Festival del Dramma Antico in collaborazione con il Liceo ‘Ugo Foscolo’), coniugandole con manifestazioni popolari che rioccupino spazi dei nostri centri urbani, raccontando le tradizioni e la storia della città (recuperare la Festa delle Stagioni, ripensare il Carnevale, fiere patronali e i mercati rionali, iniziative culinarie che valorizzino i prodotti locali).

  1. Albano Laziale fa squadra

Quando si lavora su progetti condivisi non ci sono bandiere ma interessi comuni. Quindi insieme ai Comuni limitrofi, a prescindere dalle sensibilità politiche, bisogna fare squadra per intercettare finanziamenti, programmare e amministrare le risorse. Lo abbiamo già fatto e lo dobbiamo fare meglio. Lo stesso lavoro va fatto con la Città Metropolitana, ente che sconta un assetto ancora incompiuto, ma con la quale abbiamo già disegnato il Piano Strategico comunale. E poi L’Europa. Le tante potenzialità di progetti comunitari vanno studiate e colte, giocando da leader e coinvolgendo il “Sistema Castelli Romani”. Alcune azioni immediate possono essere:

  • attivare uno sportello “Europa Aperta” che metta in collegamento le opportunità di finanziamento europeo (e non solo), diretto o indiretto, con la progettualità innovativa delle aziende attive e delle start up emergenti;

  • aprire un tavolo di confronto permanente intercomunale, partendo dai temi della mobilità pubblica, della viabilità intercomunale (bypass via Nettunense), della gestione dei servizi, di un calendario di iniziative artistiche e culturali inserito in un piano di marketing territoriale condiviso;

  • dare piena attuazione al Piano di Sviluppo Strategico, vero faro di riferimento per tutte le future scelte nei prossimi dieci anni.

 

  1. Le idee forza per la città futura, più bella e più verde

  • Le arti, nelle loro varie forme e sfumature rendono le città vive, belle e accoglienti. Albano deve essere pronta nel coniugare l’antico con il moderno, legando le manifestazioni della tradizione e della Memoria a nuove espressioni artistiche, così da intercettare le potenzialità dei tanti cittadini del bacino romano e metropolitano. Deve diventare meta da visitare, creando nuove opportunità che permettano di realizzare percorsi storico-artistici coinvolgenti. Il polo museale e il circuito monumentale devono essere inseriti nel circuito romano all’interno di un progetto di comunicazione e tariffazione unica. Intendiamo aprire uno sportello centrale di informazione turistica;

  • puntare sui giovani, come protagonisti dello sviluppo di una città viva e solidale. Coinvolgere maggiormente il “Consiglio Comunale dei Giovani”, puntando al potenziamento dei servizi delle nostre biblioteche e realizzando centri di aggregazione e/o accoglienza (a Pavona in via Roma, a Cecchina nei nuovi locali dietro Villa Del Vescovo e ad Albano centro nei locali di via Piano delle Grazie) nei quali organizzare attività culturali e sportive, favorendo anche lo sviluppo di nuove professionalità (palestre, sale prova, spazi musicali, spazi teatrali, spazi per la lettura con strumentazione informatica, mediateche);

  • con 6000 ragazze e ragazzi che svolgono attività sportiva sul nostro territorio, la sfida sarà realizzare nuove strutture a Pavona, Cancelliera e Albano centro, che si andranno ad aggiungere alle strutture già presenti e a quella in fase di completamento a Cecchina in via Romania (autunno 2020) al fine di sostenere e rispondere alle esigenze di tutte le discipline, associazioni e società sportive. Promuovere una giornata dedicata ai ‘Giochi dei Castelli Romani’, affiancandola alla Festa dello Sport che si svolge in primavera;

  • la formazione continua, in una società sempre più complessa e digitale, collegata all’università e al mondo del lavoro;

  • realizzazione e recupero di zone da destinare a verde pubblico, avviando azioni di tutela con l’impegno di risorse pubbliche e private. Su questo si misurerà un nuovo attivismo civico a sostegno, ma non in sostituzione, delle azioni comunali;

  • valorizzazione del sistema scolastico, con particolare attenzione agli asili nido, alle scuole dell’infanzia, alle scuole primarie e secondarie di I grado, come momento fondamentale ed essenziale della crescita culturale e sociale della collettività. Ai già citati progetti di riqualificazione della scuola di Via Torino e della nuova realizzazione a Piazza Zampetti e PLUS di Cecchina, progettare un piano di riqualificazione dell’intera area identificata come “Collodi” che preveda la realizzazione di un nuovo plesso scolastico strutturalmente moderno ed innovativo, aree dedicate alle attività sportive, un parcheggio multipiano e aree verdi attraverso l’attuazione di un project financing;

  • promozione e potenziamento del volontariato sociale, che sappia coinvolgere con progetti innovativi gli under 18 in attività civiche (tutela dell’ambiente, tutela del patrimonio urbano, valorizzazione del patrimonio delle tradizioni civili e religiose);

  • una città che rispetti le bambine e i bambini. Nel 1992, nel corso della Conferenza di Rio, sull’ambiente, i bambini venivano riconosciuti come interlocutori privilegiati, capaci di offrire punti di vista originali e utili per promuovere una maggiore sostenibilità nelle nostre città. Il presupposto era che “una città adatta ai più piccoli è in grado di garantire una migliore qualità di vita a tutti i cittadini”. Facciamolo migliorando i servizi per l’infanzia, i parchi pubblici, le strutture sportive e l’alimentazione, a partire dalle mense scolastiche, favorendo soprattutto i prodotti a KM 0;

  • cittadini migliori significa anche maggior sicurezza. Non servono sceriffi ma collaborazione e sinergie tra le forze dell’ordine, potenziando la presenza sul territorio e la crescita di una coscienza civica comune;

  • l’aria buona dei Castelli” si può recuperare, attraverso politiche di riduzione dell’inquinamento, cercando con le Università possibili sinergie per studi sull’ottimizzazione del traffico, il potenziamento mirato delle linee pubbliche, la ricerca di nuove soluzioni per i parcheggi di scambio, (nell’area delle FS di Albano centro e nell’area “Collodi”) sui risparmi dei consumi energetici, favorendo agevolazioni per i veicoli elettrici attraverso la collocazione di postazioni di ricarica. Attivare le risorse che abbiamo ottenuto partecipando al progetto europeo delle ciclovie sul PUMS, (Piano Urbano Mobilità Sostenibile). Adesione al progetto regionale ‘Ossigeno’ – più alberi per una ‘Città Verde’;

  • la vivibilità di un centro urbano passa anche attraverso la fruibilità dei suoi spazi, quindi la sperimentazione temporanea delle isole pedonali, di questi mesi, va migliorata ed estesa;

  • raccolta differenziata: incentivare la tariffazione puntuale, ‘chi meno conferisce meno paga’, completando l’iter con l’istallazione, vicino all’isola ecologica di Cancelliera, di un digestore aerobico che permetterà di trattare la frazione organica e consentirà un forte risparmio economico. Quindi, non solo raccolta differenziata, ma anche valorizzazione dei prodotti derivati. La valorizzazione è importante sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista economico.

 

  1. La salute e le politiche sociali accessibili a tutti

  • Abbiamo imparato alcune lezioni. La sanità pubblica va rafforzata. La pandemia ci ha consegnato una RSA pubblica nell’ex Ospedale San Giuseppe, una tra le prime in tutta la Regione Lazio, che va ampliata, creando buona occupazione e risposte a quella fascia d’età che più ha pagato nei mesi scorsi;

  • questa struttura deve essere un hub sanitario d’eccellenza, che comprenda un centro di cura ed assistenza per le malattie neurodegenerative, in stretta collaborazione con le facoltà Universitarie del territorio. Sarà inoltre importante identificare spazi idonei per l’ospitalità attiva dell’associazionismo sociale;

  • l’Amministrazione deve favorire e agevolare la medicina territoriale e in associazione, la medicina scolastica di prevenzione, attraverso una rete informatica che ne favorisca la conoscenza da parte dei pazienti;

  • dobbiamo lavorare insieme con i Comuni limitrofi per migliorare e potenziare la mobilità pubblica da e verso e l’Ospedale dei Castelli;

  • una popolazione che invecchia ha bisogno di risposte a misura degli anziani: dalla proposta di favorire il cohousing (convivenze), perché re/imparare a vivere insieme può essere la risposta alternativa ai ricoveri nelle RSA o nelle case di riposo;

  • occorre definire un PEBA (piano eliminazione barriere architettoniche). Dovrà essere un piano dinamico e aggiornabile grazie al continuo monitoraggio degli interventi, sia programmati che realizzati, affinché siano resi fruibili i luoghi pubblici e di aggregazione a coloro che hanno difficoltà di movimento. L’obiettivo è dotare il nostro Comune di un importante strumento di pianificazione, di spesa e di programmazione coordinata di interventi, che elimini ogni sorta di barriera architettonica, sia fisica che sensoriale. Un biglietto da visita per una Città Inclusiva è anche il Turismo Accessibile con il potenziamento e la creazione di nuovi percorsi museali sensoriali e tattili (il nostro Museo Civico è l’unico dei Castelli Romani ad avere didascalie in Braille);

  • abbiamo Servizi Sociali d’eccellenza nel nostro Distretto Socio – Sanitario, all’interno del quale la città di Albano Laziale è Comune capofila ancora per i prossimi 5 anni. Questi vanno rafforzati, promuovendo anche buone pratiche per la parità di genere, attraverso un maggior rapporto di collaborazione con le associazioni del Terzo Settore;

  • dobbiamo attivare pertanto processi di supporto e sensibilizzazione ai problemi delle famiglie, a difesa dell’integrità psicologica e fisica della persona;

  • potenziamo le opportunità di inclusione sociale attraverso il maggiore coinvolgimento degli utenti dei centri diurni su progetti specifici legati al territorio e rendiamo ancor più efficiente il rapporto tra i soggetti e gli Enti che partecipano all’assistenza e al sostegno della persona fragile;

 

Più il servizio è vicino all’utente, maggiore è il senso di cittadinanza. Abbiamo nuove povertà, nuovi bisogni, nuove discriminazioni, quindi serve attivare energie e scambi generazionali che ricompongano l’equilibrio sociale.

Il Care Giver (contributo economico per assistenza di un congiunto malato da parte di un familiare) o il mutuo aiuto nel caso delle donne lavoratrici, che non possono perdere il lavoro solo perché sono mamme, possono essere uno strumento di sostegno.

 

  1. IN CONCLUSIONE
  • In coerenza con questa ambiziosa visione, il programma amministrativo della coalizione è costruito attraverso un processo di ascolto e di forte interazione con l’intera città. La stessa campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio è un’occasione importante per l’apertura di un vero confronto tra i cittadini e coloro che propongono la propria candidatura a guidare questo percorso nei prossimi anni.

    Albano Città migliore” è dunque un manifesto programmatico, aperto al dialogo e al confronto, per far crescere la città dal punto di vista sociale, economico e culturale.

    Vogliamo rilanciare la speranza, risvegliare le energie e le migliori virtù di Albano, Cecchina, Pavona, Le Mole e Cancelliera, costruendo un nuovo modello di sviluppo, con fiducia e ottimismo, partendo anche dall’analisi delle mancanze. Un programma solido e coerente, rivolto alle realtà più dinamiche del tessuto sociale, che isoli lobby e burocrazie di mestiere che potrebbero tornare a fare il bello e il cattivo tempo nella nostra città.

  1. SINTESI
  • I PROGETTI SI POSSONO REALIZZARE

    In queste righe abbiamo sintetizzato la nostra visione per Albano Laziale.

    Certo, le parole non bastano, i progetti vanno realizzati. Questi gli interventi che potremo realizzare, perché vi sono impegni e risorse:

    • Aprire un hub con vista sull’Europa, con sportelli al pubblico dedicati a chi vuole investire, rinnovare, recuperare.

    • Candidare Albano Laziale a Città amica dei bambini.

    • Una casa delle Culture e delle Associazioni ad Albano Centro, che diventi laboratorio di idee, di proposte indipendenti a KM 0, di persone che si associano su progetti e cammini comuni.

    • Riutilizzo dell’ex Biblioteca di Pavona come presidio territoriale di prossimità, trasferendo la delegazione amministrativa e creando un centro di aggregazione giovanile.

    • Villa Contarini diventerà punto di socialità e di incontro per Pavona grazie al trasferimento della biblioteca.

    • Rendere ancor più vivi i nostri Musei, con le visite sospese, inserendoli nel circuito dei musei romani e biglietto integrato. Attivare uno sportello centrale di informazione turistica e un hub del “Sistema Castelli Romani”.

    • Individuare aree sosta attrezzate per camper.

    • Ampliare l’offerta culturale nell’arco di tutto l’anno, sfruttando al meglio tutte le aree archeologiche, in particolar modo l’area monumentale dell’Anfiteatro Severiano e il teatro “Alba Radians”, oggetto di un finanziamento regionale per il restauro completo.

    • Ampliare la proposta artistico-musicale in collaborazione con il Conservatorio e altre realtà nazionali e internazionali.

    • Completare la progettazione delle nuove aree sportive e palestre di Albano Centro, Pavona e Cancelliera.

    • Realizzare un Distretto Agro-Alimentare partendo dalla riqualificazione del MOAL, rendendolo efficiente anche dal punto di vista energetico: apertura diurna per la vendita al dettaglio e allestimento area ristorazione.

    • Ampliare la ricettività della RSA pubblica presso l’ex Ospedale San Giuseppe creando opportunità occupazionali, in collaborazione con la ASL RM6.

    • Dare risposte alle nuove fragilità utilizzando i beni confiscati alla mafia.

    • Realizzare un Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA).

    • Utilizzare i finanziamenti metropolitani per il parcheggio di scambio FS di Albano centro e progettare una più ampia riqualificazione dell’intera area.

    • Progettare un piano di riqualificazione dell’intera area identificata come “Collodi”.

    • Attivare le risorse che abbiamo ottenuto partecipando al progetto europeo delle ciclovie sulla mobilità sostenibile.

    • Prolungamento di via Piani di Monte Savello che permetta il collegamento della zona produttiva con il polo logistico di Santa Palomba. Interlocuzione con la Città Metropolitana per la realizzazione di una strada che superi la via Nettunense (via Ardeatina).

    • Miglioramento della viabilità interna a Pavona grazie alla realizzazione del sottopassino via Trento/via Casette.

    • Coordinare insieme alle associazioni del territorio la gestione delle “aree sgambamento cani” esistenti e individuarne altre sull’intero territorio comunale.

    • Apertura del Centro per il riuso.

    • Favorire una “Ospitalità Lenta” all’interno della quale inserire uno spazio dedicato a un Ostello.